Ho appena fatto l'amore con Patrizia. E' stato bello e adesso scendiamo in strada: la devo accompagnare al tram. Siamo a Milano ed ha appena piovuto. Facevamo l'amore e fuori c'era il temporale, scrosciava l'acqua su Milano, era marzo e l'acqua veniva giù e rivoli d'acqua scorrevano ai lati delle strade e la gente si riparava nei portoni o prendeva il tram saltando pozzanghere. Era bello fare l'amore e pensare a tutte queste cose che succedevano fuori.

Adesso che siamo scesi in strada non piove più. Le nuvole si sono rotte e c'è sole dappertutto. L'acqua nelle strade scintilla, le strade scintillano, la luce è accecante. E io sono felice. Stringo la sua mano e guardo la luce nelle strade e sono felice. Anni dopo, quando rincontrerò Patrizia, ormai a me abbastanza estranea, le dirò di quel momento felice, ma lei mi dirà che no, non si ricordava proprio niente del genere e forse è vero oppure no.

Accompagno Patrizia al tram, e ci diciamo cose leggere e belle. Arriva il tram, lei sale e poi si gira brevemente e mi saluta e mi guarda e io la guardo e il tram chiude le porte e parte.

Allora ritorno a casa, e le strade di Milano sono sempre piene di luce e guardo la gente riversarsi nei supermercati. Guardo le vetrine piene di cibo e di formaggi grassi. Il viale è alberato e gocce mi cadono addosso spinte dal vento.

Allora vedo il giovane. E' grasso, tozzo, gli occhi sono quelli di chi è “fuori”. Ha una radio in una mano, una grossa radio con altoparlanti stereo. Porta la radio all'orecchio e c'è il radiogiornale. Hanno appena trovato Aldo Moro morto ammazzato e lui accenna a un passo di danza e poi fa con l'altra mano il gesto di una pistola. BR bang bang dice. Gli passo accanto e lui accenna sempre a passi di danza. È felice. Mi guarda. BR bang bang dice. Si allontana felice, barcollante e danzante, borbottante e inconsapevole, nella luce accecante del dopo temporale a Milano.

La fotografia è di Dario Martino