Lacismo e ateismo, un dibattito attuale?

Di questi tempi bui in cui tutti fanno un gran polverone su tutto e nei propri interessi, forse è utile precisare alcuni termini, o alcune questioni. L'articolo di Marco Macciò è un utile inizio di dibattito, assolutamente attuale (n.d.r)


durandanu ovvero colui che porta le novità e lestorie

Nota su laicismo e ateismo

di Marco Macciò

Il saggio di Maritain Il significato dell'ateismo contemporaneo (1949), vibrante, rapido, di affascinante lettura, è opera di valore, che ancora esercita influenza. Ma la sua tesi cardine presenta due definizioni: la prima penetrante e convincente, la seconda no.

Maritain riconosce il valore spirituale e morale dell’ateo assoluto (rispetto all’ateo epicureista ed egoista), poiché dedica la vita ed è pronto al sacrificio personale per la causa. Questo apprezzamento è forse eccessivo, poiché nell'idealista si annidano distorsioni, come teorizzato convincentemente da Freud. Ma proseguiamo.

Maritain vede in generale nell'ateismo non semplicemente un disinteresse per Dio, ma una avversione nei confronti di Dio, un accanimento. Ve ne sono diverse forme, egli dedica più attenzione all'ateismo assoluto dei materialisti dialettici. Maritain non esplicita, a me vengono in mente Lenin e Stalin, che partono dalla propaganza atea di stato e passano ad escludere i figli di preti, come Salamov ventenne e tanti altri, dalle università e finiscono poi con la persecuzione di preti e credenti denunciati come sabotatori del socialismo e perciò forzati ad una ripristinata schiavitù. Viene recepita la concezione illuminista secondo cui parlare di Rivelazione è una truffa.

Io ravviso in ciò una concezione razzista, nel senso che esiste una razza di uomini negativi per ciò che credono, indipendentemente da ciò che fanno, oppure perchè ingannatori di professione. Che un ceto sociale e i suoi figli non abbiano i diritti degli altri, questa è una opinione sulla quale non è possibile discussione.

Sono d'accordo dunque con la condanna dell'ateismo assoluto del comunismo reale, poiché la persecuzione dell'uomo religioso come tale è inaccettabile. Maritain presenta la cosa diversamente, come odio verso Dio e si può accettare questa sua formulazione.

Io mi domando però se non esista un materialismo dialettico che non implichi una persecuzione della religione. Credo che la posizione di Marx sia stata differente. Non è sufficientemente noto che Marx ha duramente rifiutato l’anarchismo di Bakunin poiché voleva portare dentro la Internazionale i principi scientifici dell’ateismo. Marx voleva invece tenere la religione fuori dalla mischia della lotta politica.

Veniamo alla seconda definizione di ateismo assoluto. Riguarda l'origine dell'ateismo assoluto. Maritain la fa dipendere da due scelte. La prima è a un atto di ribellione dell' individuo adulto contro ogni dipendenza. Sceglie di essere libero e autodeterminato, il solo padrone del proprio destino, libero da ogni eteronomia. La seconda è l'immanentismo, ideologia che sceglie come suo dio la storia, il divenire storico. Il che significa negare che esista Verità assoluta, Bene e Male assoluti. Essi sarebbero storicamente variabili, come le norme della coscienza morale. La dignità della persona non sarebbe una norma assoluta. E’ un relativismo.

Ancora una volta l'errore di Maritain è di non differenziare Lenin e Stalin dal materialismo dialettico di Engels e Marx e da altri tipi di immentismo e storicismo. In queste posizioni vi è fede nel progresso storico. Maritain sembra svicoli rispetto a un giudizio intorno al valore dell'idea di progresso, intrinseca all'immanentismo. L'idea è che l'umanità è Dio, nel senso feuerbachianio: essa possiede potenzialità infinite, messe in azione dalla libera collaborazione tra gli uomini in ambito politico e scientifico. Si tratta di liberare tali forze entro una prospettiva di avvicinamento progressivo e per tappe ai valori della fraternità. Non si tratta dunque di relativismo. Ne esistono forme laiche, in cui non c'è accanimento contro la religione, ma in alcuni casi sintonia con i valori del cristianesimo e in altri addirittura riconoscimento del fondamento cristiano del processo storico. Intendo in generale le socialdemocrazie della Seconda Internazionale e più tardi il cosiddetto catto-comunismo. Maritain insomma non sembra accorgersi che esiste un immanentismo laico oltre quello ateo.

Da dove viene allora l'immanentismo ateo se non viene dall'immanentismo in generale, come invece sostiene Maritain? Iin buona parte viene da una reazione alle degenerazioni di quello che potremmo chiamare cristianesimo reale, quello dal volto spietato, quello delle istituzioni cristiane di cui si sono impadronite le classi dominanti feudali e borghesi. Dipende poi dal volontarismo assoluto, che è una delle ideologie di Lenin (e della sua epoca) aggiunta al marxismo, contro il pensiero di Marx. E’ il progetto di imporre alla storia un salto per il quale essa non è preparata. Questo salto può nascere solo dalla volontà, una volontà non di singoli separati, ma di singoli uniti strettamente in un partito che moltiplichi la forza delle loro singole volontà. Marx si aspettava che il comunismo maturasse spontaneamente una volta venuta a maturazione la crisi mondiale del capitalismo.La rivoluzione sarebbe diventata necessaria oggettivamente e non doveva essere frutto di un atto di volontà soggettivo. In Lenin abbiamo invece un decisionismo assoluto, un volontarismo assoluto, quindi una forma molto particolare di immanentismo e di autodeterminazione. A tutto ciò Stalin aggiungerà il progetto di sopravvivenza di una classe sociale-politica fatta da milioni di persone, unite nel partito comunista sovietico e nelle sue organizzazioni di massa giovanili, che si sentono in pericolo di annientamento. E qui si apre un altro discorso.

In conclusione l'errore di Maritain è che non dà spazio e dignità al laicismo immanentista. L'ateismo ha altre cause che non l'immanentismo. Non riconoscerlo è come sostenere che le degenerazioni del cristinesimo reale, quello che imprigiona in una forma la società, invece di stimolare dal basso, dipendono dal cristianesimo in sé e non da uomini. Con ciò non intendiamo essere severi con il testo di Maritain, di cui possiamo parlare oggi con il vantaggio che molta acqua è passata sotto i ponti.