Marco Macciò

La nostra rivista on line diventa sempre più corposa e affascinante. La pubblicazione di tutti i numeri della Candela mi pare cosa importantissima. Vorrei però continuare a ragionare sulla questione di laicismo e religione come ho fatto a proposito di Maritain. Nella sua posizione religiosa ho riscontrato un estremismo. Ma credo ci sia anche una posizione laica che diventa atea e quindi estremistica, nel senso dell'accanimento contro la religione, la fede religiosa, le idee religiose e fors'anche gli uomini e le donne religiosi. Cercherò di essere breve.

1. Il iberalismo, il socialismo, il comunismo, nelle loro versioni migliori risentono di una matrice cristiana.

2. La filosofia cristiana tutto considerato è nettamente superiore alle altre occidentali poichè afferma il valore della non violenza assoluta, il che è un fenomeno storico strabigliante. Per filosofia non intendo ovviamente la storia della Chiesa o dei cristiani o la politica dei cristiani, ma i Vangeli e dintorni.

3. La filosofia cristiana è anche una religione. Per un laico è un difetto, ma mi domando se non è questo il modo in cui tale filosofia può sopravvivere nella Storia e agire come un valore di massa. Proviamo a pensare alla abolizione della Chiesa cattolica, con la sua idea della dignità di ogni essere umano. Il razzismo non sarebbe più forte? L'indifferenza dell'anima non sarebbe più forte? ecc.

4. Per venire alle cose spicciole, invitare il Papa alla Sapienza poteva esser fatto con il consenso di tutti gli interessati, ma se c'è una forte parte per la quale l'invito è una provocazione, occorreva rinunciare, come è stato fatto. Tuttavia questo papà non può essere ritenuto indegno di parlare in una Università di Stato, come in qualunque altro posto. Anche se è vero che non aveva bisogno di quel pulpito, avendo facile accesso ai mass media e quindi l'invito aveva un significato politico di parte.

5. E' certamente lecito contestare i principi etici affermati oggi dalla Chiesa e su alcuni anch'io sto all'opposizione. Ma nel complesso credo sia razionale considerare che è giusto che rispetto alle scelte legislative vi sia un gioco delle parti, per cui come vi è chi spinge in avanti a più non posso ci deve essere anche chi fa argine, per poi alla lunga arrivare a un compromesso Tanto per essere sinceri: non è forse lecito pensare che senza opposizione all'aborto avremmo oggi una legge radicale che permette l'aborto all'ottavo mese, per rispetto della volontà della donna proprietaria del suo corpo? e chi dovrebbe fare un intervento del genere di routine? con quali conseguenze per la sua psiche di operatore sanitario?

6. Non credo pertanto che la questione di religione e ragione oggi possa essere messa nei termini in cui la metteva Lucrezio. Oggi è tutta un'altra storia, la Chiesa ha fatto un secondo concilio.

 

Nino Martino

In aggiunta e collateralmente, ma non in contraddizione a quanto dice Marco Macciò, alcune riflessioni sul particolare numero de “la candela”, il n.66 per la precisione.

Elio Fabri, nella sua “candela n.66” ha parlato per molte pagine a proposito delle cosiddette pratiche alternative, come la omeopatia, l'agopuntura e la fitoterapia. Le ha, per così dire, smontate, lucidamente, pezzo per pezzo, e questo era era l'aspetto principale del suo articolo.

Questo dovrebbe far discutere molto. Larghe fette di “alternativi” di qualche tipo credono in queste cose e meritano attenzione. Probabilmente ne dovremo fare un articolo.

Di striscio, Elio, nella prima paginetta, ha parlato di quello che è successo alla sapienza di Roma. Ha esposto una dissimmetria di comportamenti, specificatamente a proposito della vicenda Maiani e della vicenda De Mattei. In realtà Elio da tempo combatte contro l'oscurantismo nelle sue molte forme e da qualunque parte provenga. E' fatto così (bene, secondo me). Ma c'è stata una dissimmetria? C'è stata, e allora la questione finisce lì. Poi ciascuno di noi esaminerà secondo coscienza e politicamente l'accaduto.

Se io fossi religioso, un vero religioso, sarei molto molto contento che qualcuno facesse una battaglia contro l'oscurantismo in religione. Mi sentirei compagno di strada di questo qualcuno e non mi sentirei minimamente toccato, negli ideali, nell'etica, anzi. Tutto ciò che è degenerazione della mia etica, del mio credo religioso, credo dovrebbe darmi fastidio.

E poi Lucrezio. Ne “la natura delle cose” Lucrezio fa poesia, fa scienza, fa arte, fa battaglia contro i veli che in varia forma mascherano la realtà e distorcono a terra gli esseri umani. Lucrezio è uno “scomodo”. E' il filo conduttore della nostra rivista online.

Devo dire che lo scritto di Marco ha sollevato una marea di questioni, alle quali mi piacerebbe dare una risposta. Provo ad elencarne qualcuna.

Prima questione: è corretto identificare cristianesimo e cattolicesimo?

Seconda questione: è vero che tutte le varie culture pagane prima dell'era cristiana sono afflitte da violenza bestiale, senza alcun tipo di etica? E che quindi quello che dice Lucrezio a proposito della religione sia datato?

Terza questione: è vero che l'indagine sulla istituzione chiesa nel suo ruolo storico è ammessa, ma che l'indagine sulla “mentalità” religiosa e le sue motivazioni crea sempre problemi e ambiguità? Quasi che sia una invasione di una sfera sentimentale rispetto alla quale il laico non avrebbe diritto di entrare e rispetto alla quale risulta rigido?

Non è che la distinzione fra anticlericalismo e antireligiosità sia una forma di protezione nei confronti di una dimensione, quella religiosa, che sembra debba essere esente da critiche?

E' proprio vero che la filosfia cristiana in quanto portatrice di un messaggio non violento è l'unico baluardo contro il razzismo e la deriva spirituale?

E infine l'ultima annosa questione, da sempre dibattuta, in questi ambiti: la spiritualità e l'etica sono solo quelle cristiane?

Certo facciamo proprio il principio secondo cui civiltà significa anche tentativo di mediazione e risoluzione pacifica dei probelemi, ma...

Molte le questioni sollevate, che in parte riamndano allo scritto di Marco su Maritain, su cui bisognerà tornare con appunti e note, ma non vogliamo qui sollevare l'ennesima disquisizione sulla religione o meno, perché ci sembra fuorviante, in parte, rispetto alla complessità della società odierna, che in qualche modo cerchiamo di capire con questa rivista. Qui solo notiamo la complessità del tema afrrontato da Marco Macciò.

Ed Elio Fabri ci scuserà per avere acceso questo dibattito, in parte laterale, sulla sua … candela.

Nino Martino

L' immagine di intestazione è una icona russa che riprende la tradizione di S.Giorgio che uccide il drago e S.Giorgio ha le sembianze di Trotskij. L'altra immagine è un dipinto di Paolo Uccello, raffigurante S.Giorgio che uccide il drago. Il nemico è da umiliare, sconfiggere, trafiggere, uccidere. Ci sono però le solite ambiguità: guardando il dipinto di Paolo Uccello con occhio profano si può osservare che la principessa tiene a guinzaglio il drago. Sembra dire:"perché mi stai uccidendo il cane?", con aria un po' sbigottita. I soliti problemi delle polemiche.

le pagine del sito: Dina Lentini, Marco Macciò, Nino Martino, Guido Pegna, Paolo Guidera, una forma narrativa:"il giallo", le bolle di sapone un'esperienza trasversale