Nel “de rerum natura” Lucrezio fa poesia, fa scienza, fa arte, fa battaglia contro i veli che in varia forma mascherano la realtà e distorcono a terra gli esseri umani. Lucrezio è uno “scomodo”. Difficilmente lo si può inquadrare in uno scienziato, oppure in poeta, oppure in un politico. La sua lotta è contro tutto ciò che maschera di apparenze il mondo e che costringe la gente a pensare per schemi, a seguire falsi simulacri di cose false. Ci sono oggettivamente i motivi della nascita di false immagini. Il lavoro del vero critico è di smascherare continuamente, anche a costo di non essere apprezzato dal cosiddetto “mondo accademico”. E questo fa di lui uno “scomodo” e di chi fa come lui degli “scomodi”, scarsamente riconducibili a una etichetta precisa, così comoda per non parlare delle cose reali.

E' il filo conduttore de “la natura delle cose”, con un richiamo evidente a Lucrezio e un desiderio di continua ricerca della realtà.

Ma siamo all'epoca di internet. La conoscenza diffusa è sempre più creata collettivamente. L'insegnamento è entrato in crisi (anche se dibattendosi per uscirne spesso imbocca strade suicide che vanno nel senso opposto a quello della società...). Nella parte che reputiamo più di punta o avanzata della società non c'è una sola idea, ce ne sono molte. Il senso della vita è diventato un coro probabilmente polifonico. Ogni voce è importante ma il coro diventa altra cosa della somma delle singole voci.

Allora se creiamo questa rivista online è per diverse ragioni, ma sicuramente non possiamo dare una sola idea, una sola concezione del mondo. Il sito web stesso diventa una sorta di multisito. Molte persone hanno una loro propria pagina, di cui sono assolutamente, liberamente e pienamente responsabili. Nessuna censura viene effettuata sulle loro pagine. Possono scriverci quello che vogliono. Associata a questa libertà di espressione c'è anche la libertà di critica. Ciascuno degli autori partecipa e sa fin da principio che qualcuno potrà scrivere una critica a quello che ha scritto e nello stesso tempo potrà a sua volta rispondere. Perché non imparare a discutere? O i salotti televisivi e le loro risse ci hanno fatto perdere il senso delle cose?

Nelle riviste cosiddette “tradizionali”, nel “mondo accademico” vale una regola non scritta e non dichiarata che è esattamente il contrario.

Quello che invece si sta sviluppando in rete è altra cosa. Ciascuno dice la sua e ciascuno può essere criticato. Se questo fiorire di possibili dibattiti proseguirà oppure tutto sarà ricondotto a breve alla ristagnazione assoluta, così comoda a qualcuno, nessuno può dirlo, ma sicuramente dipenderà molto da quello che tutti noi saremo in grado di fare.

Ne “la natura delle cose” potete trovare articoli e saggi di narrativa, di scienza, di poesia, di fotografie. Troverete fotografie di autore e non di autore con dei loro percorsi di indagine, racconti. Troverete esperienze, nelle classi e combattive, di insegnanti che cercano disperatamente la “via”.

Nello stesso tempo c'è un aspetto unitario, esistono articoli scritti apposta o estratti dalle varie pagine. Diciamo che il “multisito” non è un contenitore, ma esso stesso promuove dibattiti o ne mette altri in risalto.

In maniera aperiodica uscirà anche la rivista “la natura delle cose”. Sarà in formato .pdf e sarà scaricabile gratuitamente. La sua impaginazione è tipica di una rivista, solo che non è stampata, non è in distribuzione in altra forma che non sia quella elettronica. Chiunque può scaricarla e leggersela o stamparsela, se vuole.

Faremo molte domande e ci faremo molte domande e a gran parte di queste domande non sapremo dare una risposta univoca, o non sapremo proprio dare una risposta.

E' la vita, bellezza...

Marco Macciò e Nino Martino

la foto è di Roberto Basile