Recensione a "Manuale di sopravvivenza energetica" di Andrea Mameli, Scienza Express 2011

La godibilità di questo manuale di Andrea Mameli è promessa ( e mantenuta ) già nel sottotitolo: " come consumare meglio ed essere felici". La cifra del libro è, infatti, di tipo pragmatico e ruota intorno ad obiettivi semplici eppure essenziali: si tratta di difendere una serie di beni collettivi e individuali e farlo con la gioia che deriva dall'aver assunto e interiorizzato un altro punto di vista sul mondo, a partire dalla nostra vita quotidiana. In questo ambito, quello, appunto, della vita quotidiana, pretendere e costruire una dimensione di felicità è un obiettivo naturale e possibile.

Quando si parla di pragmatismo, il termine va inteso nella sua accezione meno semplicistica: il riferimento costante del Manuale è ad una filosofia che nasce dal concreto dell'esperienza umana e sociale e dagli interrogativi che lo stile di vita accreditato e incentivato da secoli tende a rimuovere.

Affrontare i temi dello spreco energetico, dell'impatto ambientale e sociale, della speranza in un'alternativa significa spostare l'attenzione: dai miti dello sviluppo illimitato segnato dai PIL, ai quali tutto sembra dover essere sacrificato, alle cose che contano nella semplicità della vita nostra e delle nuove generazioni che educhiamo.

Rinunciando ad un'ottica di dominio e di violenza e stress connessi ad ogni battaglia cieca di "progresso", si guadagna un'altra prospettiva più sensibile alla dignità della persona e dei gruppi, più attenta e lungimirante anche economicamente, all'enorme potenzialità non sfruttata di creatività e spirito di adattamento umani. Il concetto di "autoproduzione", per esempio, nasce come proposta utile non solo al risparmio, ma a determinare spazi personali e sociali di soddisfazione e di piacere.

Un altro senso della svolta auspicata è la portata pedagogica del cambiamento: appagare la propria coscienza e il proprio senso del dovere o anche la propria tendenza alla condivisione finirebbe per essere un obiettivo limitato se non fosse completato da un impegno culturale e formativo rivolto ai bambini e agli adolescenti.

Troviamo, perciò, nel Manuale, segnalazioni di esperienze, di concorsi, schede corredate da una "sezione bambini": si tratta di avviare un percorso di autoeducazione e di formazione che sviluppi gli esempi recenti di impegno nei settori lavorativi e nella scuola sorti, anche in Italia, negli anni più recenti.

La costruzione, nel 2005, di un motore solare in una scuola di Carpi, l'IPSIA "Vallauri" è uno degli esempi che si affiancano ad altre esperienze di gioco creativo e capacità di sviluppare l'arte del riciclo sostenute da insegnanti intelligenti e da imprese che stanno scommettendo nel campo della ecosostenibilità.

Sempre in questa direzione di tipo pedagogico e scientifico vanno inquadrate le ricche informazioni su siti specializzati, trasmissioni radiofoniche, accessi a servizi istituzionali,blog, bibliografie e quant'altro possa essere utile per orientarsi.

Nell'ambito delle schede e delle note storiche possiamo scoprire questioni poco note circa l'invenzione di mezzi tecnologici divenuti di uso quotidiano, prolungamenti del nostro corpo e ampliamenti della nostra casa di cui ignoriamo il funzionamento, la reale necessità, il costo annuo.

Scopriamo anche, cosa poco nota, che l'idea base dei modelli di lavatrice e lavastoviglie risale all'ottocento, sollecitata da un giusto bisogno di emancipazione che, non controllato e adeguato nel tempo, rischia di ribaltarsi nel suo contrario favorendo un adeguamento dell'individuo alla macchina e ai suoi costi. Scopriamo anche che l'idea dei micro cogeneratori (uno dei settori di studio oggi più interessanti nel campo del risparmio energetico) era già stata applicata in Italia nei primi anni '70 (C'era una volta il TOTEM). E così via, con una serie ricchissima di informazioni, spiegazioni e consigli, dati tecnici e statistici. Tutti chiari e leggibili.

Il messaggio è, quindi, sostanzialmente, un invito alla conoscenza, ad un approccio scientifico e razionale che abbia come finalità la libertà di scelta.

A questo proposito il libro si distingue da tanta letteratura di impostazione "survival" , spesso percorsa da un certo fanatismo: qui non troviamo intransigenza o pregiudizi ideologici, ma un invito pacato ad un nuovo punto di vista, colto e serio, che mostra, al di là di facili prospettive fantascientifiche e futuribili, come l'utopia sia razionale e possibile. I riferimenti vanno, in questo senso, agli esponenti della bioeconomia, alla ricerca di punta delle università americane ed europee, a figure diverse, ma tutte di grande impegno nella denuncia del consumismo autodistruttivo, come Illich, Gandhi, don Milani.

Certo, sullo sfondo, si avverte la difficoltà del percorso, la portata di un'operazione che dovrebbe essere incentivata come sana e onesta e viene invece scoraggiata da giganteschi interessi di ordine economico e politico. Ma il libro non affronta questo aspetto perché è, paradossalmente in modo più realistico, centrato sulla speranza di un cambiamento che può partire dal basso, dai singoli. Più che sugli ostacoli, meglio organizzare un discorso sulle possibilità.

Così, se è vero che in Germania la concessione edilizia non viene data a case con consumi che superino i 70 chilowattora annui a metro quadro, è anche vero che in area italiana, con consumi ben più alti in contesto climatico più favorevole, qualche esempio incoraggiante viene dalla politica locale: i casi del comune di Bolzano, che opera uno sconto del 10% sugli oneri di urbanizzazione per le case a basso impatto energetico o del comune di Peschiera Borromeo che riduce del 40% la Tarsu agli installatori di una compostiera.

Piccoli interventi, ma fondamentali perché, dalle istituzioni politiche, parta un messaggio di inversione dei valori. Incoraggiare il risparmio per stare meglio, ottimizzare gli sforzi, come nello sport e ricavarne soddisfazione è già molto.

Più profondo il messaggio di base contenuto nella critica della pigrizia e del consumismo (ciò che fa girare il mondo, avviandolo al tempo stesso verso la decadenza, la crisi, le varie forme di schiavitù..) cui fa da contraltare l'elogio della sobrietà.

Qui è il nodo fra due stili, due mondi opposti.

Qui è la scelta per i nostri figli: si tratta di immetterli nel circuito ottuso del gregge dei consumatori o di educarli alla consapevolezza delle loro scelte e delle loro responsabilità. Partendo, come suggerivano Gandhi e Don Milani, dal concreto, dalle piccole cose che possiamo fare insieme.

Chi è Andrea Mameli, ricercatore del CRS4 - il blog di Andrea Mameli: linguaggio macchina

 

La fotografia è di Yves-Marie Hue, scattata alla AAF di Bruxelles (Affordable Art Fair)