Angolo di cottura

(di villetta a sfera)


Carnevale è passato da un po' di tempo, ma …
perché non prepararsi qualcosa di buono?
Come no! I magnifici, semplici, gustosi, avventurosi (avventurosi?! sì avventurosi!!)

Kraphen o bignè Maria Luisa

(per i francofoni: pronuncia crafen)(per gli anglofoni: pronuncia bignè)(per gli allofoni: pronuncia Maria Luisa)

 

Ovvero perché, per procurarsi un dolce così buono, è necessario sentirsi a carnevale tutto l'anno e travestirsi da agente segreto? La vera storia di un kraphen farcito e l'elogio di una ditta, che non può essere nominata.

Ingredienti per quattro-sei persone: farina 300 g, burro 75 g, un pacchetto di lievito di birra da 25 g, tre uova intere, una cucchiaiata e mezza di zucchero semolato comune, una puntina di cucchiaino di sale e mezzo litro di olio o mezzo chilo di strutto; zucchero raffinato alta qualità (cristalli 0,20-0,30 mm) q.b. Per il ripieno: Marmellata, crema pasticcera, o panna.

Attrezzi: terrina di circa 25 cm di diametro, cucchiaio robusto (oppure impastatrice elettrica), mani e braccia robuste, due forchette di acciaio inox, pentolino, vassoio, fogli carta da cucina. Per il ripieno: frullatore elettrico a frusta, opportune maschere e travestimenti vari (eventualmente, in mancanza di meglio, anche la divisa del Liceo Scientifico Statale "Michelangelo"), parola d'ordine, (pas-sword per gli anglofili) [per gli anglo-francofoni: pronuncia nessuna spada]:

«… non ho fretta …».

L'impasto. Mettete mezzo bicchiere di acqua tiepida in una terrina e scioglietevi il lievito; impastatevi quindi circa metà della farina fino a ottenere una pasta morbida, quasi molla, che metterete a lievitare nella terrina in un posto tiepido (vicino ad un termosifone, o ad una altra fonte di calore), dopo averla coperta con un foglio di pellicola trasparente e con un panno da cucina. Lasciate lievitare per un'oretta sino a che la pasta non si sia gonfiata (volendo la si può preparare la sera e lasciarla lievitare anche tutta la notte). Togliete l'impasto lievitato dalla terrina e mettetevi le tre uova, il burro, lo zucchero e la puntina di sale, mezzo bicchiere d'acqua tiepida; mescolate il tutto con un cucchiaio e aggiungete a poco a poco la farina, rimescolando energicamente; aggiungete l'impasto lievitato e continuate a impastare e ad aggiungere la farina sino ad ottenere una palla molletta, morbida, ben lavorata; spolverate un po' di farina sul piano di lavoro (tavolo di cucina, piano per fare la pasta, ecc.) e ponetevi la palletta di pasta; spolverate sopra un po' di farina e coprite con il solito panno per una mezz'oretta. Prendete il matterello e, dopo aver spolverato con un po' di farina la palla, il ripiano e il matterello, spianate la pasta sino ad ottenere un disco spesso circa un centimetro. Prendete un bicchiere del diametro di circa 7 cm e, capovolgendolo, tagliate con l'apertura del bicchiere dei dischi che metterete da parte sul piano spolverato di farina. Reimpastate i ritagli rimasti, senza aggiungere farina, facendo nuovamente una palletta e spianateli di nuovo sino ad un centimetro circa di spessore; ripetete il taglio, con il bicchiere, dei dischetti sino ad esaurire la pasta. Mettete in un pentolino, del diametro di 14-17 cm e profondo 7-9 cm, circa mezzo litro di olio (o di strutto) sino ad avere 4 cm di profondità di olio.

La cottura. Accendete il fuoco e aspettate qualche minuto sino a che l'olio sia ben caldo: immergendovi un disco questo si dovrà gonfiare formando una sfera. Prendete quattro dischi e immergeteli nell'olio COMPLETAMENTE (si devono lasciare scivolare uno alla volta, di taglio, verticalmente rispetto all'olio – attenti a non schizzarvi: BRUCIA); friggeteli girandoli da una parte e dall'altra sino a che sono dorati-castani, non scuri-bruciati. Toglieteli, scolandoli un attimo, metteteli nel vassoio su un letto di scottex e ributtate altri quattro dischi nell'olio; mentre questi si dorano, cospargete di zucchero alta qualità i kraphen che avete messo nel vassoio. Bisogna fare le cose con un certa organizzazione perché i tempi sono esatti: mentre spolverate di zucchero i kraphen già fritti, i dischi nell'olio si gonfiano e sono pronti per essere girati e così via. All'inizio avrete qualche difficoltà perché alcuni dischi vorranno galleggiare solo da una parte, ma aiutandovi con le due
forchette, con un po' di attenzione per non rovesciarvi addosso l'olio bollente e con molta pazienza,
imparerete.

L'obiettivo finale: l'abbuffata. I kraphen possono essere mangiati così, caldi caldi, oppure, dopo averli lasciati freddare (o caldi caldi), in una bella tazza di caffelatte; oppure possono essere farciti con marmellata EXTRA di vostro gusto, molto indicata quella di albicocche o di ciliegie o con crema pasticcera; oppure ancora, e andiamo sulla "delikatesse austriaca", riempiti di panna montata spolverata appena, se volete, con cacao e/o cannella.

L'avventura (Mission impossible). La panna deve essere panna di latte VERA. Recatevi perciò a Sestu nello spaccio aziendale di una nota industria lattiero-casearia (il cui nome non può essere fatto per le note regolamentazioni sui MESSAGGI PUBBLICITARI), che, per ragioni che ora non possono essere rese pubbliche, chiameremo fittiziamente GALLINA. Furtivamente e senza farvi troppo notare, (abilmente travestiti da gorilla del Cvvodino o, ancora meglio, da studenti del Michelangelo) chiedete alla gentile Signora alla Cassa di poter aver un litro di panna fresca; non vi preoccupate se negherà ripetutamente di averne, se dirà che proprio non ne producono, e soprattutto non vendono panna, nel modo più assoluto: ce l'hanno, la vendono ed È OTTIMA.

La parola magica (Dungeons & Dragons) per ottenerla è: "L'ho già presa altre volte e … non ho fretta … aspetto il tempo necessario ..." Oppure: "La prende sempre mio fratello, mia sorella, mio padre, mia madre, il nonno rinco, la nonna paralitica - insomma chi diavolo volete voi - ma oggi non è potuto/a venire e ha mandato me e … , naturalmente, non ho fretta … aspetto il tempo necessario ...". La panna compare dopo una mezz'oretta in maniera clandestina, travestita da
cartone di latte GALLINA pinzato alla buona e portato da operai della premiata ditta GALLINA, che sembrano albanesi che spacciano davanti alla Questura o ex agenti del KGB che devono contrattare una vacanza alla Mecca Last-Minute con O' Talebano Bin, mentre la CIA, i BERRETTI VERDI, e gli S.A.S. armati di missili quasi intelligenti li accerchiano. In una qualche maniera riuscite, dopo aver pagato il dovuto alla Signora alla cassa, a mettere le mani sul prezioso alimento. Guardandovi alle spalle, senza darlo a vedere, salite sulla vostra Aston Martin parcheggiata nel piazzale e rientrate a
tavoletta tra le calde e rassicuranti mura della vostra magione: home sweet home. Nessuno vi ha fermato, niente posti di blocco della finanza con i mitra spianati, niente agguati degli spacciatori della spuma bianca in bombolette o, ancora peggio, della innominabile vegetale SOIA. VOI, solo voi, POSSEDETE UN LITRO DI VERA PANNA DI LATTE VACCINO!!!

Il riposo del guerriero. Se i vostri genitori vanno al cinema domani sera, potete invitare gli amici ad un "pannaparty". Allora … svelti … mettete la panna in frigo per alcune ore, meglio tutta la notte. Prendete quindi un frullatore dotato di frusta e montate la panna ben fredda in una coppa adeguata e ben fredda anch'essa; è necessaria meno di mezz'ora. Una volta montata, spolveratela con zucchero alta qualità rimescolandola delicatamente con un cucchiaio o una paletta per dolci.
Lasciatela riposare in frigo, coperta perché non prenda odori - è delicatissima – dieci-venti minuti. Tagliate i kraphen a metà, non completamente, inserite nello spacco una bella cucchiaiata di panna e spolverate con cacao e/o cannella. Il "biancoparty" può avere inizio.

Non ritornate nei vostri panni sino a che l'ultimo bianco-kraphen non sia stato spazzolato. La Pula vigila e incombe.

E dopo non ci riuscirete più!!! Dieci miliardiiii di Calorieeeeee, milioni di miliardi di decine di ettolitri di Joule. Più uno. NOOOOO!!! Preferivo suicidarmi con i sanamente-tumorali grassi vegetali idrogenati.

Criscuoco
(Cristoforo)

(Già pubblicato su: "Fòschia" la rivista che vi fa vedere lontano)