Dina Lentini, che è esperta di letteratura gialla e autrice di interventi di critica letteraria, si cimenta qui con la narrativa attraverso un modello di racconto breve, legato da una cornice unica.

"Dietro l'Hotel" è il titolo contenitore. Per me il titolo è evocativo per molti riguardi: il "dietro" dell'Hotel, che può essere detto in molti modi, è metafora di ogni cosa esistente, nel senso della dialettica: ogni cosa ha il suo rovescio, ha un'altra faccia, come si usa dire, ha il bello e il brutto (nel cortile dell'hotel, sul davanti più incantevole, si accumulano montagne di immondizie, rivoli di marciume e suppellettili sconciate), insomma è metafora della vita e della morte.

Come diceva Hegel a proposito dell'Antico regime, "ogni cosa è degna di perire".

Nella mia storia personale l'hotel è anche Grand Hotel, la prima rivista italiana e forse mondiale di fumetti per adulti, anzi è meglio dire per donne adulte.

Nasce nel 1946, alla fine della Seconda guerra, il titolo doveva risvegliare e accudire nel lettore la fantasia della bella vita e del bell'incontro, in tutti i modi declinabili in generale e per ciascuno (ciascuna) nelle sue idiosincrasie. La prima storia portava come titolo Anime incatenate.

Ma il richiamo dell'hotel è anche più sottile e inconscio: tante vite diverse, lontane o lontanissime tra loro, lì magicamente si condensano nei corpi sguardi sorrisi parole, per un giorno o poco più, per poi riperdersi definitivamente.

So che anni fa una Rivista amata da Dina Lentini portava il titolo di Nostos (Il Ritorno), la metafora oggi sembra piuttosto L'incontro senza ritorno. Ma sul cortile dell'hotel si affacciano anche i retri di condomini qualunque, ove la sedentarietà apparente della vita domina...

Buona lettura!

Marco Macciò


Tutti i diritti letterari del romanzo "Dietro l'Hotel", costituito da uno sviluppo di racconti brevi, sono riservati. Ne è proibita la riproduzione in ogni forma salvo consenso dell'autore o de "la natura delle cose"

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Una recensione di Dina Vallino al racconto "dietro l'hotel"

Gli 11 straordinari racconti brevi di Dina Lentini intitolati "dietro l'hotel" sono tessuti in un'atmosfera indicibile, in molti sensi. La forma ambigua è già nel titolo: mi chiedo se "dietro l'hotel" è una metafora per dire che la vera vita non si vede dentro le cose, ma solo da un'altra prospettiva, dal retro di esse. Infatti nell' "enorme cavedio dell'hotel che comprende il retro di quattro o cinque palazzi"(1,1)" lo sguardo può cogliere la vera vita delle persone, qualcosa di segreto, di inconfessabile, d'imprevedibile.

La prima forma di questa vita "dietro l'hotel" è un' atmosfera ineffabile in molti sensi: pervasiva di tutti i racconti è l'atmosfera di suspense, mutuata forse dalla vasta cultura sulla letteratura gialla dell'autrice. L'atmosfera è di suspense quando indizi indecifrabili lasciano trapelare un'oscura minaccia di qualcosa di delittuoso che sta per capitare da un momento all'altro. Ma la premonizione dell'evento atteso non accade, se non quando il lettore si è ormai tranquillizzato sul fatto che non "succederà niente di grave" . A quel punto, in alcuni dei racconti (5, 3, 10) accade qualcosa di terrorizzante.

Se l'atmosfera di suspense si riferisce a sentimenti di paura, sottesi dalla minaccia di un crimine o di una morte annunciata, devo dire però che nei racconti prevale un'atmosfera piena di energia, densa di colori, odori, luce. Spesso sono i fiori, rampicanti o particolari piante che emanano profumi suadenti, avvolgenti, ma anche vaghi odori di pane o di biscotti. Ogni racconto sviluppa, da un punto di vista differente, da una finestra, da un appartamento, da un balcone, una visione d'insieme.

Molti punti di vista sono necessari per concorrere al delineare la mappa del retro dell'hotel; come per la conoscenza della verità che sta nel retro che dobbiamo provare ad affacciarci alla storia di diverse donne : una cameriera dell'hotel adetta alla pulizia delle camere e alla cucina è anche madre di un bambino di sette anni ( 8, 6 ); una donna calva,separata dal marito, spia la presenza di lui nel balconcino con i fiori sovrastante; due ragazze amiche ( 3 ;10 ) il cui destino ci allarmerà ecc. Ma capita di ritrovare personaggi femminili complementari: con pochi tratti Dina Lentini disegna caratteri e fisionomie indimenticabili: due amiche inseparabili ( 3; 10 ), una coppia di vecchi coniugi ( 7 ); una giovane prostituta di quattordici anni che vive attimi di terrore; una giocoliera che cerca la situazione opportuna per fare i suoi giochi di fuoco; una donna in viaggio di nozze…

Alla fine le diverse storie mi paiono tutte parimenti ruotanti intorno alla Condizione Femminile.

Dina Vallino

Nota di redazione. "Dietro l'hotel" è un racconto unico, diviso in tante parti separate. Ma non è solo un artifizio grafico.

Ciascun "pezzo", con le sue illustrazioni, può essere letto indipendentemente dagli altri. E la sequenza di lettura può essere casuale. La numerazione si riferisce solo all'ordine di arrivo ed immissione. Il significato non cambia. In più vengono aggiunti continuamente altri "pezzi", man mano che vengono scritti. E' l'epoca del web.

Ma come sempre, anche in qualunque forma di narrativa tradizionale, ciò che conta è il coinvolgimento del lettore.

Il soggetto che guarda si immerge nella descrizione di cose quotidiane, segue le architetture ordinate, gli spazi sempre uguali e sempre diversi che riflettono i vissuti dei personaggi, dimentica se stesso per calarsi nella realtà di semplici esistenze che si snodano nella loro banalità, ma ne ricava una grande tensione. A volte questa tensione si scioglie, a volte no, dipende...

 


La fotografia è Roberto Basile, il dipinto è di Clara Brasca ed è stato presentato alla mostra "arte dall'arte" presso la Galleria Maria Cirena dal 26 gennaio al 28 febbraio 2010. Il percorso fotografico quasi completo è anche riportato attraverso gli articoli su Maj Sjowall, Jean-Claude Izzo, Alicia Gimènez - sito di Roberto Basile fotografo - locandina della mostra di Clara Brasca - sito della Galleria Maria Cirena