Il saggio è diviso per una decente leggibilità in pagine, collegate fra di loro:
pagina uno, pagina due, pagina tre, pagina quattro, pagina cinque, pagina sei, intervista di Jan Rankin ad Anne Perry

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Voi pensate che questa persona sia cattiva, ma veramente quello che ha fatto lo ha fatto per delle buone ragioni. Voi pensate che questa persona sia buona ma veramente non lo è. E' il senso del dramma e tirare fuori qualche cosa per dire: “Ecco! Non è così semplice come pensavate che fosse.” (1)

Per chi ha seguito Anne Perry sin dal suo romanzo d'esordio del 1979, “Il boia di Cater Street” e si è appassionato al giallo storico ambientato nell'età vittoriana, durante la guerra civile americana, la guerra di Crimea, il '48 europeo o durante la 1° guerra mondiale, risulta stupefacente la scoperta di un vero e proprio giallo “biografico”, accuratamente nascosto per anni dall'interessata.

Più note ai lettori americani e inglesi, le opere di Anne Perry hanno ormai da tempo conquistato anche gli appassionati italiani del thriller all'inglese e del giallo storico. E' di quest'anno la pubblicazione in italiano dell'ultimo volume della serie dell'ispettore Monk “Assassinio sul molo” ed è atteso il completamento del ciclo sulla Grande Guerra, “ La veglia delle armi” . Dopo il '94 e precisamente dopo il successo internazionale del film di Peter Jackson, “Creature del cielo”, una ricerca giornalistica portò alla scoperta della coincidenza dell'identità di Anne, la scrittrice, e di Juliet, la giovanissima assassina complice di un atroce delitto commesso nel 1954: anche in Italia allo scandalo seguì la fase dello studio del caso (2) e si può dire che, anzi, la conoscenza di quei fatti contribuì alla diffusione delle opere che Anne, con fecondità eccezionale, continuava a sfornare sin dal 1979 (3).

La rivelazione di un fatto così grave per un'autrice specializzata proprio nella costruzione di crime novel non può che generare , nel lettore, una riflessione sulla personalità di Anne e sulle sue reazioni alla pubblicità del caso: reazioni che, come vedremo, creano un certo sgomento.

La scrittrice britannica parla oggi con grande pacatezza del suo passato, o, per lo meno, non si sottrae a domande dirette su quella che fu a suo tempo la partecipazione attiva a un omicidio efferato e complesso, scontato con cinque anni e mezzo di carcere.

Oggi settantenne, al culmine del successo commerciale con oltre 20 milioni di copie vendute, pluripremiata (4), Anne Perry è una donna elegante, che ha conservato la bellezza luminosa e un po' fredda della gioventù, gentile, dedita, oltre che alla scrittura e alla coltivazione di buone amicizie, ai viaggi, ai piaceri semplici della cura degli animali e del giardino.

Del resto, a differenza della sua amica Pauline Parker, Anne ha realizzato proprio quel ruolo di grande scrittrice, negli USA prima, in Europa poi, che era stato il sogno più esaltante delle due adolescenti vissute in Nuova Zelanda negli anni cinquanta.

Nota al grande pubblico per le sue capacità di documentata ricostruzione storica e, soprattutto, per l'analisi psicologica di personaggi non banali che nascondono , dietro l'apparente normalità, lati oscuri e passioni torbide, Anne Perry ha celato per anni l'esperienza estrema che la portò, appena quindicenne, alla condanna per omicidio. Negli anni recenti, alla luce della avvenuta ricostruzione e, a volte, spettacolarizzazione, del caso, la scrittrice britannica ha sempre risposto con garbo e persino con ingenuità alle domande su questo passato così drammatico e ingombrante. Sono, in genere, interrogativi di altri scrittori, spesso appartenenti allo stesso genere del detectiv novel, che si chiedono quanta parte abbia avuto questa esperienza precoce e bruciante nella vocazione letteraria della Perry. Nell'intervista dello scozzese Jan Rankin, uno dei più noti e amati giallisti europei contemporanei, Anne è incalzata da una serie di questioni relative proprio al processo, alla condanna e alla detenzione: ai quesiti, posti con delicata attenzione alla persona e buona

 

(1) Intervista ad Anne Perry di Jan Rankin, 2002

(2) Cinzia Tani, “Assassine”, Mondadori, 1998 >/

(3) The Cater Street Hangman, St. Martin's Press New York 1979: Il boia di Cater Street, Mondadori '82

(4) Tra i riconoscimenti ricevuti si segnalano: “Agatha Awards Best novel, 1992, 2009; “Edgar Awards best Novel, 1997; “Herodotus Lifetime Archivement Award, 2000; “Macavity Award Best Novel”, 2001; “Association for Mormon Letter Award for excellens in LDS letters”, 2002; selezionata dal Time come una dei “100 Master of crime” del XX secolo..

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La serie di immagini in queste pagine sono particolari di una foto scattata a Parigi nel 2008, che si compongono poi nella immagine completa a pagina 6. La foto originale è di Nino Martino.